Il nuovo libro di Aldo Cazzullo è sul Rinascimento: cosa racconta
Dopo Roma e il Novecento Cazzullo torna sul momento in cui l'Italia insegnava al mondo

Dopo il Medioevo di Dante e la vita di san Francesco, Aldo Cazzullo si sposta di un secolo e affronta il momento in cui l'Italia divenne il centro culturale dell'Europa. Quando l'Italia rinacque. Il nostro Rinascimento esce per HarperCollins Italia il 15 settembre 2026, ed è il nuovo capitolo di un percorso che l'autore porta avanti da anni sulla storia e sull'identità italiana. Il campo è quello che tutti conoscono per sentito dire e quasi nessuno ha letto per intero: i Medici a Firenze, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, e poi Cristoforo Colombo e Galileo Galilei. Accanto ai nomi che ci si aspetta, la presentazione dell'editore annuncia anche una parte dedicata alle donne di quel periodo, da Vittoria Colonna, che fu interlocutrice di Michelangelo, a Lucrezia Borgia, la cui fama di avvelenatrice è una costruzione posteriore. Il racconto arriva fino alla fine della stagione, segnata da tre episodi che l'autore mette in fila: il rogo di Giordano Bruno, l'abiura di Galileo, la morte di Caravaggio. Non è un manuale di storia dell'arte e non pretende di esserlo: è un racconto continuo, costruito su figure e su episodi, che tiene insieme arte, politica, scoperte geografiche e conflitti. L'idea che regge il libro, dichiarata dall'editore, è che in quel periodo l'Italia sia stata la superpotenza culturale del mondo, e che quel primato convivesse con guerre continue, congiure e tradimenti.
Il libro non è ancora in libreria mentre scriviamo, quindi qui non si dà un giudizio su pagine che non abbiamo letto. Si può però dire come Cazzullo costruisce i suoi libri, perché il metodo è lo stesso da anni ed è verificabile aprendo i precedenti. A riveder le stelle, uscito nel 2020 e dedicato alla Divina Commedia, procede canto per canto e riassume dove serve, ma tiene sempre in primo piano una persona: chi parla, che cosa gli è successo, perché finisce lì. Lo stesso impianto regge Quando eravamo i padroni del mondo, sull'impero romano, e Francesco. Il primo italiano. I capitoli sono brevi, le frasi corte, e il ritmo è quello dell'articolo di giornale più che del saggio accademico: Cazzullo è editorialista del Corriere della Sera da oltre vent'anni e la struttura del pezzo quotidiano si sente. Il vantaggio è che si legge in fretta e non si perde il filo. Il costo è che le questioni controverse vengono risolte in una direzione sola, senza mostrare al lettore dove gli storici discutono ancora. Chi cerca l'apparato critico, le note e il dibattito sulle fonti, in questi libri non lo trova, e non è un difetto ma una scelta dichiarata. Vale la pena aggiungere che il pubblico di questi volumi è ampio e stabile da anni, e che l'autore accompagna ogni uscita con una lunga serie di presentazioni pubbliche: è un tipo di libro pensato anche per essere raccontato dal vivo, e la struttura per episodi brevi serve pure a quello.
Conviene a chi vuole rimettere in ordine il Rinascimento senza affrontare un manuale, e a chi ricorda i nomi dal liceo ma non saprebbe dire che cosa collega Lorenzo il Magnifico a Galileo. Conviene anche come lettura da fare a pezzi, un capitolo alla volta, perché la struttura per figure lo permette senza che si perda niente. Non conviene a chi studia il periodo o lo ha già frequentato: buona parte del materiale gli sarà nota, e le semplificazioni gli daranno fastidio. Non conviene neanche a chi cerca una tesi originale, perché questi libri non nascono per proporre interpretazioni nuove ma per rendere leggibile quello che è già stato stabilito. Serve poco tempo e poca concentrazione: si può leggere la sera, stanchi, e funziona lo stesso. Va preso come si prende un racconto lungo su una cosa che riguarda anche noi, non come uno strumento di studio.