Libri e romanzi

La scala di seta di Malvaldi e Bruzzone: il nuovo Sellerio di settembre

Malvaldi scrive con Samantha Bruzzone, ed è la coppia che funziona da anni

Palazzo storico nel centro di Pisa con intonaco scrostato e ponteggio

Una donna investita sulle strisce pedonali, un pirata della strada mai identificato e un campione di intonaco prelevato in un palazzo del centro storico di Pisa: comincia da qui La scala di seta, il nuovo romanzo scritto a quattro mani da Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, trecentocinquantadue pagine uscite per Sellerio nella collana La memoria l'otto settembre 2026. La vittima si chiama Chiara Sbrana, lavorava per uno studio di architetti specializzato in ristrutturazioni, e poco prima di morire si era rivolta a Serena Martini, chimica di professione con un laboratorio di consulenza appena aperto, per far analizzare quell'intonaco. Serena è una delle due protagoniste della serie, insieme a Corinna Stelea, sovrintendente di polizia. L'altra metà della storia sta nell'edificio da cui viene il campione, un palazzo trecentesco legato alla memoria di un giovane studente morto negli anni Ottanta, e nel sospetto che fra quelle mura si nasconda qualcosa che vale abbastanza da giustificare un omicidio. È il terzo romanzo con questa coppia di personaggi, dopo Chi si ferma è perduto del 2022 e La regina dei sentieri del 2024, sempre per Sellerio.

Il libro è appena arrivato in libreria e su di esso non si daranno giudizi. Si può dire da dove viene. Malvaldi ha esordito nel 2007 con La briscola in cinque, primo dei gialli dei vecchietti del BarLume, una serie che ha superato i dieci titoli e da cui è stata tratta una fiction. È chimico di formazione, come Bruzzone, e questa è la cosa che spiega meglio il funzionamento dei loro libri: il colpo di scena arriva quasi sempre da un dato materiale, un'analisi, una reazione, una proprietà fisica che il lettore poteva notare e non ha notato. È un giallo che gioca pulito, dove la soluzione si può ricostruire a ritroso. La scrittura a quattro mani con Bruzzone, che è anche la compagna di Malvaldi, ha prodotto finora tre romanzi con Serena e Corinna e due libri per ragazzi, e la stessa Sellerio la presenta come l'incontro fra due punti di vista, maschile e femminile, dentro un'unica voce. Quello che se ne ricava, nei due volumi precedenti, è un impasto di indagine e vita domestica: figli, orari, laboratorio, e il caso che si infila dentro le giornate invece di sospenderle. La collana La memoria ha un pubblico suo, abituato a un formato riconoscibile, e chi compra un Sellerio blu sa già in gran parte che ritmo troverà.

A chi conviene. A chi legge già la serie del BarLume o i gialli Sellerio e cerca la stessa temperatura, cioè indagine e ironia senza violenza esibita. A chi apprezza il giallo che si risolve con un ragionamento verificabile, e in particolare a chi trova interessante l'idea che un'analisi di laboratorio possa reggere una trama. A chi vive in Toscana o conosce Pisa, perché l'ambientazione è precisa e riconoscibile. Non conviene a chi cerca tensione continua e capitoli che finiscono su un precipizio: qui il passo è disteso e le pagine domestiche occupano spazio quanto quelle investigative. Non conviene a chi non sopporta l'umorismo dentro il giallo, perché è un ingrediente strutturale e non una spolverata. Non serve aver letto i due volumi precedenti, ma aiuta a capire i rapporti fra i personaggi, che si sono costruiti lì. Chi comincia da qui trova comunque un caso che si apre e si chiude dentro il volume. Va aggiunto un avvertimento sulla materia: la vicenda tocca la storia di un giovane morto di AIDS negli anni Ottanta ed emarginato dalla famiglia, quindi accanto all'indagine c'è un pezzo di storia italiana recente trattato senza allegria, e chi si aspetta il tono dei vecchietti del BarLume dalla prima all'ultima pagina troverà qualcosa di diverso. Trecentocinquanta pagine sono poche giornate di lettura, e questo è il tipo di libro che si può interrompere e riprendere senza perdere il filo.

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