Libri e romanzi

Miss Bee e l'inganno in prima classe di Alessia Gazzola: la nuova serie

Dopo l'Allieva, Gazzola porta la sua detective su un treno di prima classe

Vagone di prima classe di un treno d'epoca con sedili in velluto e finestrino

Un treno che parte verso Parigi e un delitto che avviene su un altro treno, partito da Londra: da qui si muove Miss Bee e l'inganno in prima classe, il nuovo romanzo di Alessia Gazzola, in libreria per Longanesi nella collana La Gaja scienza, duecentocinquantasei pagine, con uscita fissata dall'editore al ventiquattro novembre 2026. Miss Bee è Beatrice Bernabò, una ragazza italiana che vive nella Londra di inizio Novecento e che si trova a sciogliere enigmi più per necessità che per vocazione: Gazzola l'ha inventata nel 2024 e da allora le ha dedicato una serie autonoma rispetto alle altre. Qui Bee parte per la Francia in fretta, per portare via la sorella Clara da una situazione diventata insostenibile, e lungo il viaggio una serie di coincidenze la conduce dentro un'indagine che non aveva cercato. È il punto in cui si ferma la sinossi diffusa dall'editore, e conviene fermarsi lì anche qui. Chi arriva a questo libro senza conoscere la serie deve sapere due cose: che l'ambientazione è quella edoardiana, con treni, alberghi, convenzioni sociali rigide, e che il registro è il giallo classico, quello in cui la soluzione si costruisce ragionando e non con l'azione.

Sul romanzo, che al momento non è ancora uscito, non si possono dare giudizi, e non li daremo. Si può però dire come lavora Gazzola, perché è la ragione per cui questa serie ha un pubblico. È medico legale di formazione, e questo si vede nella costruzione degli enigmi, che poggiano su dettagli materiali verificabili invece che su intuizioni improvvise. La sua notorietà nasce da un'altra serie, quella di Alice Allevi, l'aspirante anatomopatologa dell'Istituto di medicina legale di Roma: sei romanzi cominciati nel 2011 con L'allieva e una serie televisiva Rai con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale, che ha portato quei libri molto oltre il pubblico dei lettori di gialli. Nel 2019 ha vinto il Premio Bancarella con Il ladro gentiluomo e ha aperto con Questione di Costanza la trilogia della paleopatologa Costanza Macallè, anch'essa diventata fiction. Miss Bee arriva dopo tutto questo e sposta due cose: l'epoca, che diventa il primo Novecento, e il tono, che si allontana dalla commedia sentimentale contemporanea di Alice Allevi. Chi cerca la voce ironica in prima persona che ha reso popolare L'allieva la ritrova, ma applicata a un mondo con altre regole, dove una donna che indaga deve prima di tutto giustificare la propria presenza. La costante, nelle tre serie, è che il caso non è mai la parte più interessante: lo sono i rapporti familiari e sentimentali attorno a chi indaga, e chi si aspetta il contrario resta deluso.

A chi conviene questo libro. A chi cerca un giallo leggero con ambientazione d'epoca curata, da leggere in poche sere senza fatica, e a chi ha già letto i precedenti di Miss Bee, perché la vicenda personale della protagonista prosegue da un volume all'altro. Va bene anche per chi arriva adesso: la serie non chiede di aver letto L'allieva, che racconta un'altra storia in un altro secolo. Non conviene a chi cerca il giallo duro, quello con le indagini procedurali e il peso della violenza: qui il delitto è il motore della trama, non il suo contenuto emotivo. Non conviene nemmeno a chi il romanzo rosa lo trova un ostacolo, perché la componente sentimentale occupa uno spazio consistente e dichiarato. Serve poco tempo e poca concentrazione, ed è un pregio quando è quello che si cerca. Duecentocinquantasei pagine in un giallo di questo tipo significano due sere, tre se si legge poco per volta, e la struttura a capitoli brevi aiuta a interrompere senza perdere il filo. Va detta un'ultima cosa a chi arriva dal titolo: la serie non è nuova, è cominciata nel 2024, quindi in libreria si trovano già i volumi che vengono prima, e leggerli nell'ordine di uscita conviene per la parte sentimentale più che per i casi, che si chiudono uno per volume. Se vuoi qualcosa da leggere sul treno o prima di dormire, sei nel posto giusto. Se cerchi un libro che ti tenga sveglio, no.

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